Sezione A.I.A. di Lodi

R.T.O. del 29 Novembre 2019 – Mimmo CELI

Nella riunione tecnica del 29 Novembre la Sezione AIA di Lodi ha avuto l’onore di ospitare l’ex arbitro di CAN A Domenico Celi (Mimmo, come simpaticamente preferisce essere chiamato) con alle spalle ben 141 gare dirette in Serie A e vincitore del premio Giorgio Bernardi nel 2008, attualmente componente della Commissione CAN D. Per Mimmo si trattava di un ritorno, infatti, la prima volta a Lodi fu nel 2017 quando la nostra Sezione ospitò il raduno degli arbitri della CAN D della macroregione nord-ovest.

Dopo i saluti iniziali di rito del Presidente Marchesi e il caloroso benvenuto dei presenti Mimmo ha voluto raccontare la sua storia arbitrale: nel 1992 a 19 anni grazie ad un amico si iscrisse al corso arbitri della Sezione di Bari per mettere da parte qualche soldo, ma da lì a poco l’aspetto economica della sua scelta è stato messo in secondo piano facendo man mano spazio a una passione, o per meglio dire a un amore per l’attività che lo ha portato a esordire in Serie A all’età di 33 anni, nella stagione sportiva 2006/2007.

Per la prima volta dopo parecchio tempo, in questa RTO non abbiamo avuto l’utilizzo di video o parlato di regolamento, ma abbiamo lasciato spazio a un confronto su diverse tematiche proposte dal nostro ospite attraverso l’uso di foglietti con appuntati diversi spunti.

Il primo di essi recitava tre parole chiave: “Sezione, riunioni, regolamento”. La Sezione è un momento di crescita personale e arbitrale, essa diventa un punto di ritrovo in cui condividere un percorso sia arbitrale che di vita. Questo grazie anche alle diverse età delle persone che frequentano l’ambiente e permettono diversi punti di vista su ogni argomento. A testimonianza di questo Mimmo ci ha parlato del suo forte legame con il suo primo Presidente di Sezione tanto da spingerlo a chiamare suo figlio con lo stesso nome. Vengono poi di conseguenza le riunioni, come momento formativo, e il regolamento senza il quale non possiamo prendere le corrette decisioni.

Il secondo foglietto recitava: “non bisogna mai avere paura di sognare, bisogna costruire il proprio sogno e far sì che si avveri”. Quando ha iniziato, Mimmo ci ha confidato di sognare di diventare più bravo di Collina perché ognuno di noi deve puntare a diventare “più bravo del più bravo” e solo alla fine possiamo fermarci e riconoscere, a chi è arrivato più lontano di noi, il merito di essere stato più bravo, ma nel percorso ognuno di noi deve mettere tutto sé stesso per provarci fino in fondo.

Il terzo foglietto recitava: “la fatica per raggiungere i propri obbiettivi non è visibile”. A supporto di questo ha citato una frase di Usain Bolt, in cui il pluricampione olimpico afferma che per fare una grande gara di pochi secondi servono mesi di allenamento, ma questo sfugge alla maggior parte delle persone. Così anche noi arbitri dobbiamo fare sempre qualcosa in più se vogliamo crescere, perché fare quello che fanno tutti non basta. Bisogna sempre dare il meglio di sé per migliorare e cercare ogni volta di alzare l’asticella.

La chiosa di Mimmo è stata su come intendere l’arbitraggio. Infatti, non bisogna correre l’errore di intenderlo come uno sport individuale, poiché ognuno di noi, anche se in campo va da solo, alle proprie spalle ha sempre una squadra che lo supporta.

A fine serata, dopo essere stato omaggiato della Tortionata Lodigiana, Mimmo si è concesso alle fotografie con tutti gli associati presenti, giovani e meno giovani che hanno sicuramente apprezzato la sua ironia e la sua schiettezza.

Grazie Mimmo, ti aspettiamo ancora a Lodi, dopotutto… non c’è due senza tre!

 

A.E. Tommaso Leni

1 2 3