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Storia della Sezione

Nell’anno 1931 a Lodi venne costituito un Sottogruppo dell’A.I.A. che dipendeva dal Gruppo Arbitri “Umberto Meazza” di Milano e venne nominato come primo responsabile Natale Borzio. Tra i primi Arbitri di calcio a Lodi risultano in quel periodo Aiolfi, Bergami, Cattaneo, Danzi, Enzo, Franco e Renato Minoietti, Scaricabarozzi e Pietrabissa.

Una sessione d’esame che si svolse il 31 gennaio 1932 vide promossi Dossena,Biancardi, Chizzoli, Zamproni, Meazza, Codeluppi e Falce. Nel 1933 la responsabilità della conduzione degli Arbitri passa a Gabriele Zeni a seguito delle dimissioni di Natale Borzio. In una sessione d’esame del 17 marzo 1934 vennero promossi Canevara, Cucchetti, De Cassan, Gorla e Ghisalberti. Fece parte degli Arbitri di Lodi il conte Saverio Giulini, che dal 1930 al 1933 diresse in Serie A otto gare. Lodi venne eretta a Sezione nel 1947 ed il suo primo Presidente fu Mario Codeluppi che due anni dopo venne sostituito da Gabriele Zeni. Successivamente la presidenza tornò a Codeluppi che la mantenne fino al 1976. Dopo un quadriennio di presidenze di Ambrogio Sfondrini fino al 1980 fu la volta di Giovanni Maggi che guidò gli Arbitri lodigiani per dodici anni. Nel 1992 la presidenza passò a Luigi Degano a cui successe nel 2000 Giorgio Fontana. Nelle successive elezioni del 2004 la Sezione passò a Luigi Alemanno, che si è riconfermato nelle elezioni del 2008. Oltre a Savero Giulini, che poi ricoprì il ruolo di Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri dal 1962 al 1972, diressero gare nella massima categoria Mario Codeluppi, che dal 1945 al 1949 arbitrò tredici gare di Serie A, e Vito Porcelli, che esordì nella massima serie nel 1969 e vi diresse fino al 1973 dodici gare, per poi concludere la sua attività come Osservatore Arbitrale alla C.A.N.

All’inizio degli anni ‘50 venne impiegato alla C.A.N. Ernesto Tosi. Arbitrarono nell’allora C.A.S.P. dei campionati interregionali nel 1972 Angelo Tavazzi e l’anno successivo Giovanni Maggi, seguiti poi da Luigi Boschetti e da Rosario Scarpetta. All’inizio degli anni’80 operò all’allora C.A.S.P. Giancarlo Gipponi. In quel periodo diressero all’allora C.A.I. Luigi Degano, seguito qualche anno dopo da Leonardo Meani. Successivamente pervenne al C.N.D. della C.A.N. D Giovanni Ardemagni e approdarono alla C.A.N. D anche Renato Faverani, seguito da Giorgio Fontana, Leonardo Cogo, Fabio Galloni e Stefano Scotti ed infine nella stagione sportiva 2004/2005 venne promosso Diego Grazioli.

Uno dei più grandi personaggi dell’A.I.A. è stato indubbiamente il conte Saverio Giulini, nato a Lodi nel 1903 e che in questa città iniziò la sua avventura sportiva veramente invidiabile. Gravitò da giovane nell’ambiente dei fratelli Mauro, dei quali fu molto amico e proprio grazie a loro fu attratto dal gioco del calcio ed in particolare dall’arbitraggio. Terminata la carriera arbitrale attiva ai massimi livelli, diventò subito uno dei più rappresentanti dirigenti dell’A.I.A. prima di assumere importanti incarichi in campo federale. Uomo dotato di grande saggezza, onesto de integerrimo, guidò la Lega Nazionale in un periodo molto delicato grazie alle sue indubbie doti di intelligenze e serietà professionale. Al momento della costituzione del settore arbitrale il grande ed indimenticabile Artemio Franchi lo chiamò alla guida degli Arbitri italiani, e per un decennio guidò l’A.I.A. in un periodo turbolento e pieno di contestazioni, ma con grande sicurezza preparando la strada al regionalismo arbitrale, che poi col suo successore Giulio Campanati sarebbe stata indubbiamente la chiave di volta dell’intera categoria.

Soprattutto Saverio Giulini seppe coinvolgere grandi personaggi che portarono la loro esperienza nei posti di comando dell’associazione. I vari Jonny, Bernardi, Maurelli, Piccoli, Bertolio, Scorzoni e soprattutto Lino Raule resero l’A.I.A. estremamente valida e la loro preziosa opera permise di gettare le basi per la successiva lunga ed operosa presidenza di Campanati. Giulini venne poi nominato Presidente Onorario dell’A.I.A. ed assunse la massima carica della magistratura sportiva diventando Presidente della Corte Federale. Morì a Milano il 22 gennaio 1980.

Da “La Storia delle 212 Sezioni dell’A.I.A.”, di Luciano Lupi — aggiornato al 2004