Dopo la graditissima visita di Giorgio Niccolai, abbiamo avuto il piacere e l’onore di poter fare un riunione insieme al nostro Fabio Galloni, fino alla scorsa stagione assistente arbitrale in CAN A e da quest’anno membro del Settore Tecnico, nonché Mentor del progetto regionale Talent&Mentor.
Al fine di parlare di regolamento, una delle armi che un arbitro deve saper adoperare nel migliore dei modi quando si trova nel campo di gioco, Fabio si è avvalso dei video-test del Settore Tecnico, una modalità di fare didattica interattiva, divertente ed estremamente efficace, poiché ha permesso al nostro relatore di interagire con la folta platea presente venerdì scorso, 24 Marzo. Ogni video-test è costituito da una serie di dieci filmati, ognuno dei quali focalizzato su un particolare aspetto del regolamento.
Dopo una breve introduzione, Fabio ha da subito fatto parlare le immagini e lasciato spazio al confronto.
I primi filmati ci hanno permesso di parlare di DOGSO (Denying an Obvious Goal ScoringOpportunity) e SPA (Stopping Promising Attack), ripassando le importanti innovazioni regolamentari introdotte dalla Circolare 1 di quest’anno. I filmati hanno permesso a Fabio di ricordarci i quattro parametri da prendere in esame per decidere se espellere o ammonire un calciatore: direzione dell’attaccante; possesso del pallone e/o facilità di controllarlo; presenza di difendenti tra l’attaccante e la porta, in aggiunta al portiere; distanza dalla porta. Se tutti e quattro questi parametri sono rispettati, allora si può parlare di aver interrotto una chiara azione da rete (DOGSO – espulsione del calciatore); se, al contrario, non ricorre anche uno solo di questi parametri, allora si tratterà di un fallo che interrompe una importante azione di gioco (SPA – ammonizione del calciatore).
I video-test hanno poi permesso a Fabio di parlare di grave fallo di gioco, ricordando i parametri da considerare per la valutazione dell’intervento: intensità dell’intervento, altezza del contatto, tipologia del contatto (pianta del piede vs collo del piede/stinco), oltreché il classico saltello precedente l’intervento falloso. Senza dimenticare la presenza del pallone a distanza di gioco o meno, la quale determina la differenza tra un grave fallo di gioco dalla condotta violenta.
Altra innovazione regolamentare è stata trattata dal filmato successivo, che ci ha ricordato che, da questa stagione, un fallo commesso all’esterno del terreno di gioco, nella dinamica dell’azione e con il pallone in gioco verrà punito con un calcio di punizione eseguito sulla linea perimetrale nel punto più vicino a quello in cui è accaduta l’infrazione.
Il settimo e il decimo filmato hanno permesso di ripassare due classiche situazioni riguardanti il fuorigioco: la prima relativa all’interferire con l’avversario, ostruendogli chiaramente la linea di visione; la seconda, facente riferimento ad un classico caso di non segnalazione, in cui un calciatore in fuorigioco rincorre il pallone fino ad avvicinarsi a pochi metri dallo stesso ma senza mai prendere parte attiva al gioco, per poi lasciarlo ad un compagno che lo raggiunge, essendo però quest’ultimo partito da una posizione regolare.
Abbiamo poi parlato di comportamento antisportivo, grazie al sesto filmato che ci ha mostrato l’esempio del calciatore che ostacola il portiere che sta rilanciando il pallone, da punire con il cartellino giallo.
Si è proseguito trattando anche il fallo di mano, la tipologia di fallo forse più controversa, che da sempre dà adito a grandi polemiche. Nelle due fattispecie trattate dai filmati, abbiamo potuto fare chiarezza tra quando un calciatore deve essere ammonito (tentativo di segnare una rete, indipendentemente dalla riuscita del tentativo) e quando non deve esserlo (controllo del pallone con il braccio, a meno che il controllo non si verifichi negli istanti immediatamente precedenti ad un tentativo di segnare una rete). Rimangono fatti salvi i casi di ammonizione per l’interruzione di promettenti azioni di gioco avversarie, mentre non è più da ammonire il calciatore che interrompe un passaggio tra compagni, a meno che il calciatore che dovrebbe ricevere il pallone non si trovasse a tu per tu con il portiere.
Tanti, quindi, gli spunti che un video-test può dare. Una modalità sicuramente da ripetere, dato che, come dice qualcuno, “si cresce più per confronto che per didattica”: quale modo migliore per confrontarsi, se non quello di vedere un filmato e discuterne?
AE CAI Marco Paletta

