Lunedì 22 febbraio alle 20:45, nella nostra sezione ha avuto luogo la seconda LTO del mese che come di consuetudine si è aperta con l’intervento del presidente Gentile il quale ha puntualmente fatto le dovute raccomandazioni ai suoi ragazzi e, complimentandosi per l’assidua frequenza al polo atletico, ha invitato tutti a fare sempre più sforzi in quanto non è mai abbastanza. Dopo il rituale di introduzione ha passato le redini ai due colleghi sezionali, nonché protagonisti della serata, Armando Gentile e Federico Fanton compagni di avventura facenti parte dell’organico CAN PRO, i quali hanno messo a conoscenza, soprattutto i più giovani, della loro fantastica esperienza cominciata dall’OTS fino a giungere ai palcoscenici nazionali.
Subito comincia il ventottenne Armando Gentile che ha iniziato l’avventura nel 2004, raccontando di quando era dalla parte di coloro che ascoltano e di come faceva tesoro dei consigli ricevuti dagli osservatori sezionali e dal padre, precisando come ai suoi tempi l’allenamento era quasi individuale o, qualora fosse in compagnia, il numero si poteva contare tranquillamente sulle dita di una sola mano. Esser figlio di una persona molto presente nel mondo arbitrale, secondo lui, gli è stato molto d’aiuto per continuare a far sempre meglio, soprattutto agli inizi, dove i consigli vanno sempre ben ascoltati. Da buon sangue partenope ha subito bruciato le tappe distinguendosi come una giovane promessa e approdando subito a livello regionale. Per lui questa avventura sarà sicuramente indelebile, caratterizzata da varie emozioni come girare per varie città della nostra amata penisola, ritrovandosi in campi e con giocatori che prima vedeva solo in televisione o sui giornali.
Il sandonatese Fanton ha cominciato invece qualche anno prima, precisamente nel ‘99, esordendo a livello regionale nel 2003. Anche lui è felice del fatto di girare l’Italia da Aosta ad Agrigento, ed ha avuto modo di raccontare varie esperienze particolari; attualmente sta lottando per l’ultima parte della stagione dove ogni partita per lui sarà una finale. Un suo stretto collega oltre che amico ha esplicitato come la testardaggine sia un suo pregio che le ha permesso di arrivare ad alti livelli. Ha colto l’occasione per spiegare quanto sia importante l’essere un grande uomo con un’ottima personalità per prendere al meglio il decollo verso l’elite delle categorie.
Entrambi prima di terminare hanno ricordato ciò che spesso viene a loro ripetuto, ovvero una piccola grande frase: “L’arbitraggio è sofferenza”, soprattutto hanno ribadito quanto sia importante e necessario fare sacrifici o privarsi di qualche divertimento come le feste, ma giustamente sono soddisfatti di aver fatto determinate scelte. Da parte di tutti i giovani arbitri i migliori auguri a questi due talenti che portano in giro per l’Italia il nome della sezione di Lodi.
Prossimo appuntamento il 10 marzo con il noto assistente internazionale Gianluca Cariolato della sezione di Legnago.
