Venerdì 24 febbraio si è tenuta come di consueto la Riunione Tecnica Obbligatoria con ospite della serata Matteo Russo, da quattro anni responsabile degli arbitri dell’Eccellenza lombarda.
La serata è stata per lo più dedicata alla parte tecnica con visione di filmati di ragazzi che fanno parte del progetto Junior Talent: ogni sezione lombarda propone due suoi giovani arbitri che per un’intera stagione sportiva parteciperanno a giornate di lavoro dedicate impostate “sul modello CRA”, seguiti da due mentor (dei quali uno è il nostro Fabio Galloni).
L’obiettivo del progetto è quello di favorire il più possibile la crescita dei giovani (e promettenti) arbitri e di metterli in una condizione di apprendere tante e preziose nozioni.
I ragazzi coinvolti vengono a turno visionati da un OT regionale e in quella partita filmati. Proprio sulla visione di quei filmati si è così basata la riunione tecnica.
Sono state proposte da Matteo 10 situazioni analizzate con l’aiuto degli interventi della sala; da ogni filmato è stato possibile cogliere dei particolari spunti che potrebbero tornare molto utili durante la direzione delle nostre gare future.
Innanzi tutto per arbitrare una buona gara è necessario essere “consoni di quello che è il nostro ruolo”, quindi avere un ottimo approccio alla gara stessa già dalla sua preparazione ed infine in campo fare interventi tecnici (e non solo) mirati a ciò che richiede la partita per avere la maggior efficacia possibile.
Fondamentale, dice Russo, non è la decisione in se, ma come questa venga presa; infatti l’arbitro è come se fosse un vero e proprio direttore d’orchestra che deve coordinare nel miglior modo possibile i suoi orchestrali, dettando loro i tempi e fare ciò che è giusto al momento giusto. L’arbitro deve sempre agire secondo le priorità del caso non tralasciando mai però ciò che lo circonda; deve essere il più possibile uniforme e anche proattivo, capendo quello che starà per succedere perché “nulla accade per caso” .
Un buon direttore d’orchestra deve imparare ad adeguare i propri interventi in base alla necessità del momento, evitando di andare a crearsi da solo situazioni del tutto evitabili e in ogni caso non deve mai essere passivo. Dovrebbe sapere subito reagire ad un possibile dubbio di errore, facendosi scivolare addosso quella situazione particolare continuando a coordinare il tutto come se nulla fosse successo.
Non essere mai troppo frettolosi nè tantomeno insicuri o passivi agli occhi dei calciatori e/o dirigenti in modo tale di evitare di mettersi nella condizione di farsi criticare.
E’ stata una serata molto interessante e ricca di spunti e di consigli che andranno ad arricchire il nostro bagaglio personale affinché tutti gli errori possibili siano ridotti al minimo.
AE FLAVIO CREMONESI

