Sezione A.I.A. di Lodi

R.T.O. del 20 Aprile 2018

Siamo ormai arrivati agli sgoccioli dei nostri campionati e le ultime gare che si aspettano saranno le più insidiose.

Per poterci preparare al meglio, la riunione tecnica del 20 aprile è caduta proprio a pennello.

Relatori della serata sono stati Marco Paletta ed Enrico Maggio, arbitri a disposizione della CAN D che hanno raccolto i filmati inviati loro durante l’intera stagione dal proprio organo tecnico volendoli condividere con noi.

La serata si è sviluppata facendo prima di tutto un ripasso regolamentare sulle tematiche proposte per passare poi alla visione dei filmati.

Primo argomento: il fallo di mano e come riconoscerlo.

Ripassiamo insieme che un tocco di mano è falloso solo se è un atto intenzionale o se il calciatore cerca di aumentare le dimensioni del proprio spazio corporeo portando le braccia o le mani in posizioni non congrue rispetto al movimento naturale.

Marco sottolinea che ci sono degli elementi che ci permettono di valutare la volontarietà o meno del tocco, ad esempio se pallone e braccio sono molto vicini difficilmente l’azione può essere giudicata fallosa oppure se il braccio si muove verso il pallone avremo certamente una maggiore probabilità di considerare volontario il gesto rispetto al movimento opposto del pallone verso il braccio.

Dopo aver valutato la punibilità o meno di una situazione, occorre capire quando questa è da ammonizione. Come chiaramente codificato dal regolamento, l’ammonizione è prevista nel caso in cui il calciatore tenti di segnare (o segni) una rete con la mano, nel caso in cui venga interrotta una promettente azione avversaria, nel caso in cui con la mano tenti di controllare il pallone prima di calciare in rete ed infine un calciatore deve essere ammonito se tenta di evitare la segnatura di una rete avversaria senza però riuscirci.

L’unico caso invece in cui si deve optare per l’espulsione del calciatore che ha commesso il fallo di mano è quando con il gesto si nega la segnatura della rete avversaria o un’evidente opportunità di segnare la rete (DOGSO).

Occorre infine prestare attenzione alle situazioni di cross in cui, non potendo definire a chi andrà il pallone, non si ammonisce poiché non siamo in presenta di una importante azione d’attacco (SPA).

Secondo argomento: differenza tra DOGSO e SPA.

Enrico e Marco ci aiutano a capire come distinguere l’opportunità di segnare una rete dalla promettente azione avversaria attraverso l’analisi di quattro elementi che sono: il numero di difendenti, il possesso del pallone o la probabilità di entrare in possesso di questo, la posizione del calciatore sul terreno di gioco e la direzione generale dell’azione.

Per quanto riguarda la posizione sul terreno di gioco, se ci si trova all’esterno dell’area di rigore e se si dovesse verificare una DOGSO, sarà sempre prevista l’espulsione del colpevole, mentre all’interno dell’area occorre valutare la genuinità dell’intervento perché se chi ha commesso l’intervento falloso aveva l’intenzione di giocare il pallone allora sarà solo ammonito, altrimenti se il calciatore che ha subito il fallo è stato spinto o trattenuto, l’avversario dovrà essere espulso.

Nel caso in cui non ci si trovasse in una situazione in cui venga negata l’evidente (ovvia) opportunità di segnare una rete, ci si potrebbe trovare in una situazione di SPA (stop di una promettente azione) la quale, se accaduta all’esterno dell’area di rigore, è sempre punita con un’ammonizione.

All’interno dell’area di rigore si dovrà invece verificare nuovamente la cosiddetta “genuinità” dell’intervento: se è genuino (intervento finalizzato alla naturale ricerca di giocare il pallone), colui che ha commesso il fallo NON deve essere ammonito, in caso contrario l’intervento sarà da ammonizione.

Attenzione infine al fatto che potrebbe configurarsi una situazione di DOGSO che può portare ad un’espulsione anche nel caso sia coinvolto un calciatore di riserva o sostituito che entra sul terreno di gioco senza autorizzazione!

Terzo argomento: imprudenza oppure vigoria sproporzionata?

Imprudenza significa che il calciatore ha mostrato noncuranza del pericolo nei confronti dell’avversario, mentre la vigoria sproporzionata è un eccedere nell’uso della forza.

Per prendere la corretta decisione è indispensabile focalizzare con la massima attenzione l’altezza del piede e la velocità dell’intervento.

Quando accadono situazioni di questo tipo non bisogna essere mai troppo precipitosi ma prendersi eventualmente (se necessario) qualche secondo in più per riflettere ed in ogni caso fare capire a chi ha subito il fallo che la sua incolumità è tutelata.

Vista l’importanza degli argomenti e l’interesse suscitato nei presenti la serata avrebbe potuto durare ancora a lungo….

Un grazie a Marco e Enrico per l’ottima quantità e qualità di spunti che ci hanno lasciato!

A.E. Cremonesi Flavio