Sezione A.I.A. di Lodi

R.T.O. Online del 28 Aprile 2020

Dopo il successo della prima RTO online del 14 Aprile, la Sezione di Lodi ha replicato martedì 28 aprile l’appuntamento, vedendo la partecipazione di ben 88 associati lodigiani e, come ospiti, diversi membri della Commissione CRA Lombardia, tra cui il Presidente del CRA Alessandro Pizzi e l’Organo Tecnico CRA Luca Detta, relatore della serata.

La riunione si è aperta inizialmente con le parole del nostro Presidente Marchesi che ha voluto porgere le condoglianze a nome di tutti al nostro collega Marco Micheli per la scomparsa del padre. Successivamente, con un suo intervento, il Presidente Pizzi ha svelato agli associati che sarebbe dovuto venire nella nostra Sezione a svolgere la RTO del “famoso” venerdì 21 febbraio che ha dato poi il via a quella che poi sarebbe l’emergenza che tutti stiamo vivendo. Egli ha sottolineato l’importanza delle videochiamate, in quanto unico mezzo che permette di vedersi “faccia a faccia” e ha ringraziato in particolare il nostro Presidente per tutto l’impegno al fine di per tener vivo il contatto fra gli associati, idealizzando la Sezione come un rifugio nel quale trovare appoggio, anche in questi momenti.

Procedendo nella parte tecnica della serata, il lavoro svolto è consistito nel prendere in esame 10 situazioni di gioco, ognuna spiegata dai nostri arbitri di Eccellenza Flavio Cremonesi, Lorenzo Gadaleta, Pietro Marinoni e di Promozione Gabriele Cordini, Filippo Vigo e Manuel Zambelli, e analizzarne i diversi aspetti tecnici e disciplinari per dare consigli agli arbitri più giovani.

Concentrandoci sull’analisi dei video, vediamo per primo Lorenzo Gadaleta analizzare due situazioni di gioco. Nella prima, un fallo a cui segue un calcio di punizione, ci soffermiamo sull’aspetto comportamentale dell’arbitro preso in esame, Lorenzo sottolinea l’importanza di non dare mai le spalle al terreno di gioco quando si controlla un giocatore infortunato e in particolare non soffermarsi a dare eccessive spiegazioni ai calciatori. Arrivato il momento di battere il calcio di punizione in prossimità dell’area di rigore è bene chiedere direttamente ai giocatori difendenti le dovute distanze, per evitare di tornare indietro una seconda volta, e soprattutto posizionare la barriera facendo sempre passi in avanti, dando sempre un occhio al pallone. Inoltre, Lorenzo dà anche consigli utili per il corretto posizionamento tattico in quella determinata circostanza.

Nella seconda situazione vengono esaminati tre aspetti: l’aspetto tecnico, per quanto riguarda la decisione di assegnare un fallo di mano secondo il regolamento, l’aspetto tattico, spiegando la necessità di essere reattivi durante la battuta di un calcio d’angolo, per aver una visione ottimale e, infine, l’aspetto comportamentale in caso di proteste da parte di più giocatori. Lorenzo ci consiglia di fissare bene i piedi per terra e non indietreggiare, mostrare fermezza e, se la protesta risulta eccessiva, ammonire il giocatore che maggiormente ha ecceduto.

Passando all’analisi dei video con Flavio, ci imbattiamo in un primo episodio in cui si pone l’attenzione sull’aspetto tecnico-tattico e su quello atletico. In questo caso l’arbitro in questione si mostra troppo vicino all’azione tanto da scivolare ed essere colpito dal pallone. Qui Flavio spiega la necessità di essere dinamici, attenti e non eccessivamente vicini all’azione. Vengono infine analizzati le corrette modalità per fermare il gioco, dopo il tocco del pallone con l’arbitro, secondo le disposizioni regolamentari.

Nella seconda situazione viene affrontata la tematica della reattività dell’arbitro, importante per vedere meglio i falli e per ricevere meno proteste.

Su quest’ultimo episodio ha voluto fare un intervento anche Renato Faverani, sottolineando che in caso di una barriera posizionata in area, questa ha la priorità e  che la posizione del direttore di gara non deve essere statica, perché una volta battuta la punizione bisogna essere reattivi, avanzare per cogliere eventuali falli e situazioni di fuorigioco.

La parola passa a Pietro Marinoni che nel primo video ribadisce ancora una volta l’importanza della reattività, di trovare la giusta posizione senza essere d’intralcio all’azione, anche intuendo lo sviluppo futuro del gioco, dimostrando senso tattico.

Nella seconda situazione presa in esame viene mostrato un episodio di DOGSO e viene analizzata andando ad elencare i fattori per giudicare quando questa sia genuina oppure no. Prendendo la parola, l’OT CRA Giuseppe Provesi, tiene a sottolineare che l’errore dell’arbitro in video era stato causato dalla giocata con i piedi del portiere, consigliando a tutti pertanto, di stare attenti in queste situazioni, di non focalizzarsi su un punto solo e di avere una visione d’insieme.

Passiamo ora ai video analizzati da Filippo Vigo. Nel primo ci consiglia di non posizionare mai una barriera sulle linee perimetrali dell’area di rigore, ma sempre chiaramente dentro o fuori e ci fornisce indicazioni sul corretto posizionamento in assenza di assistenti ufficiali. Qui l’intervento di Detta in cui ci spiega che bisogna saper trasmettere sicurezza, infatti si sofferma sul “body language” dell’arbitro preso in esame che mostra determinazione.

Nel secondo video viene illustrata una mass confrontation, affrontata con indecisione dal direttore di gara, il quale fa un richiamo poco efficace e indietreggia in diverse occasioni trasmettendo insicurezza. Inoltre, l’arbitro, dimostra una mancanza di visione d’insieme sugli aspetti della gara, troppo focalizzato sul gioco nel terreno ma poco attento a dettagli di rilievo come i giocatori che si riscaldano dietro la linea della porta, come ci fa notare Filippo. Questo ci fa capire come sia importante tenere alto il livello di attenzione durante tutta la gara.

Nei video analizzati con Gabriele Cordini ci si sofferma sull’aspetto atletico. Egli consiglia di cambiare il ritmo della corsa in base al ritmo dell’azione per vedere la cosa giusta e dare maggiore credibilità alle decisioni prese. L’arbitro in questa situazione si mostra passivo, non adeguando la sua corsa alle esigenze della gara. Gabriele consiglia anche come evitare le proteste quando si adotta un provvedimento disciplinare: bisogna evitare di annotarlo sul taccuino immediatamente, preferendo dare attenzione a ciò che succede intorno e, infine, dopo essersi allontanati dal punto in cui è avvenuto l’infrazione, solo qui annotarsi il provvedimento, onde evitare il formarsi di un capannello intorno a sé.

Infine, con Manuel Zambelli, si prendono in esame una situazione in cui l’arbitro dimostra poca reattività trasmettendo insicurezza nella sua decisione, dovendo andare a adottare dei provvedimenti disciplinari per proteste, e un episodio in cui il direttore di gara trasmette in maniera ottimale la propria decisione. Con un intervento, Faverani, esorta tutti ad avere personalità e ad usare i cartellini solo quando servono, prediligendoli per situazioni oggettive, piuttosto che per piccole proteste.

Il Presidente Marchesi aggiunge che bisogna non essere passivi, anche se non si sa come porsi, infatti la sola nostra presenza, a volte, funge da forte deterrente. Infine, l’intervento di Detta, fa notare come il 50% della prestazione sia favorito da un nostro atteggiamento passivo: anche in caso di presunto errore dobbiamo essere convinti e cercare di “vendere” la nostra decisione.

Chiude la riunione l’ultima slide, un collage con alcune foto in ricordo dei bei momenti passati insieme, con la speranza di tornare ad abbracciarci tutti.

 

AE Rosa Longobardi

 

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