Sezione A.I.A. di Lodi

Costanza e motivazione portano alla realizzazione di un sogno

Si è tenuta giovedì 18 marzo la quinta Riunione Tecnica Obbligatoria della Sezione di Lodi.

Nonostante il periodo incerto che stiamo vivendo sono stati numerosi i presenti a questo appuntamento di formazione, ma soprattutto di condivisone in cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di avere come Ospite Nazionale designato: l’Arbitro Effettivo del Comitato Arbitri Nazionale Marco Piccinini.

La serata inizia con l’intervento del Presidente Marchesi che, dopo i saluti alla Sezione, prosegue introducendo l’importante ospite: Marco Piccinini, Arbitro Effettivo della Sezione di Forlì dalla Stagione Sportiva 2003/2004, nella S.S. 2019/2020 entra a far parte dell’organico CAN (allora CAN A) guidato da Nicola Rizzoli; vanta attualmente 31 gare dirette nella massima serie (con esordio in Atalanta – Crotone del 2017) e sono ben 10 le gare dirette in Serie A in questa stagione.

Doveva essere una chiacchierata “nuda e cruda”, per volontà dello stesso ospite, e così è stato; Marco, infatti, non si tira indietro nel rispondere alle tantissime domande che gli sono state poste da colleghi più e meno giovani, creando sin da subito un clima disteso ed eliminando, grazie alla sua semplicità, quel “blocco” che molti possono riscontrare nel trovarsi difronte ad un arbitro della sua caratura.

Tanti, vari e utili i punti d’interesse arbitrale e non che sono stati toccati nel corso della lezione.

Molto esplicativa l’immagine dell’iceberg, usata per mettere in evidenza le differenze tra le varie categorie arbitrali dettate dalla visibilità e dal risalto mediatico del proprio operato; come dice Marco, ognuno di noi quando inizia ad arbitrare si trova alla base di questo iceberg ovvero la parte più grande e più solida, ma sicuramente quella meno in vista e, per poter emergere, deve risalirlo con tanto impegno.

Tutto questo unito alla costante dedizione al sacrificio e a una forte motivazione “porta alla realizzazione di un sogno”. Sacrifico e dedizione che iniziano dalle piccole cose, come l’allenamento e lo studio del regolamento che sono fondamentali per ogni buon arbitro.

Nel cercare di raggiungere l’apice di questo iceberg ogni arbitro però incontra momenti positivi e negativi, e anche Marco non è stato esente da questi ultimi; ciò che conta però è capire come superarli.

La Sezione ha sempre avuto per lui un ruolo fondamentale in tal senso, ed è stata la prima àncora a cui aggrapparsi nei momenti bui, insieme alla famiglia e agli affetti, in modo da ritrovare così la motivazione e la voglia di arbitrare e divertirsi. Perché per arbitrare bisogna prima di tutto divertirsi, ci ricorda Marco, riprendendo le parole del suo mentore Stefano Farina: “L’arbitraggio è fatto di emozioni”.

Marco ci ha anche mostrato un appunto con una parte del suo briefing per farci capire l’importanza della comunicazione e del gioco di squadra tra tutti i membri del team, oltre a mostrarci diversi filmati delle gare da lui dirette. È importante, quando si analizza una clip, non soffermarsi sull’episodio in sé, ma capire il motivo che ci ha portato all’errore, migliorando di conseguenza. Capire dove si sbaglia è fondamentale, perché è l’unico modo per riuscire a crescere e “ogni errore è come una cicatrice”.

Nel rispondere alle varie domande degli associati Marco ha sottolineato, specialmente ai più giovani, l’importanza dell’attività arbitrale che aiuta a formare il carattere. Infine, tantissime sono state le curiosità riguardanti la VAR e le difficoltà dell’arbitrare in stadi senza pubblico.

A conclusione della serata è intervenuto anche il Presidente del CRA Alessandro Pizzi che ha portato i saluti di tutta la commissione e ha rimarcato il concetto di mettersi in discussione sempre e del sacrificio.

I saluti finali spettano al Presidente Marchesi che ci congeda con l’augurio di poter avere nuovamente ospite, questa volta di persona, Marco.

Tutta la Sezione ringrazia Marco Piccinini per la sua disponibilità e gli augura il meglio per il prosieguo della sua carriera.

 

AE Matteo Cappelletti

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