Sezione A.I.A. di Lodi

R.T.O. del 01 Marzo 2019

In occasione della consueta Riunione Tecnica Obbligatoria guidata da un Ospite Nazionale, la Sezione di Lodi è stata catapultata nel mondo del Futsal. L’ospite d’onore è Nicola Maria Manzione della Sezione di Salerno e in sala sono presenti Alessandro Barbuto e Onofrio Murgida, Organi Tecnici e responsabili del calcio a 5 del Comitato Regionale Arbitri – Lombardia.

 

Nicola è un arbitro di calcio a 5 dal 2003, attualmente militante in Serie A e arbitro internazionale dalla stagione 2013/2014, si può definire un arbitro atipico perchè non ha mai arbitrato una gara di calcio a 11, al contrario di quasi tutti i suoi colleghi. Questa sua peculiarità non gli ha impedito di esprimersi ai massimi livelli, arrivando a dirigere una super coppa italiana e una finale scudetto.

 

Manzione, dopo aver ringraziato la Sezione per la sua ospitalità e dopo aver salutato il nostro Renato Faverani, ha dichiarato fin dall’inizio di non essere presente per spiegare le regole del Futsal ma per approfondire le problematiche e le tensioni arbitrali, caratteristiche che accomunano calcio a 5 e calcio a 11.

 

Ci racconta che il calcio a 5 è come una partita di 90 minuti in un’ area di rigore: ogni azione, ogni tiro, ogni intervento può determinare o meno una rete. Un concentrato di tecnica ed esplosività in spazi stretti, in cui un arbitro non può perdere la concentrazione neanche per un secondo. L’arbitro si muove lateralmente sulla linea laterale occupandosi sia di quello che accade in campo sia di quello che accade nella zona delle panchine, il tutto a solo pochi metri dal pubblico che quando echeggia sembra sia in campo insieme ai giocatori.

 

Nicola ricorda che quando un arbitro decide di avvicinarsi al calcio a 5, al mondo degli assistenti o al beach soccer, non arriva lì perché non è all’altezza del calcio a 11, ma perché man mano che si va avanti la concorrenza aumenta e i posti disponibili diminuiscono. Il nuovo ruolo va dunque vissuto non come una sconfitta, ma come una rinascita che può far rifiorire la passione dentro di noi e che può farci provare emozioni intense: arbitrare Ricardinho in un palazzetto di 10000 persone è come arbitrare i grandi campioni a San Siro.

 

L’ospite infine ha dichiarato che ognuno di noi ha dentro la chiave per arbitrare nel suo stile, ogni persona ha la propria emotività e il proprio carattere: “bisogna essere se stessi, divertirsi e valorizzare le proprie caratteristiche”.
La serata si è poi sviluppata con la visione di video tecnici in cui si è voluta rimarcare la difficoltà dell’arbitro nel classificare i falli e i provvedimenti disciplinari e ricordare che per prendere la decisione giusta è importante leggere la gara entrando in rapporto con i calciatori, dopo aver preparato accuratamente la gara.
L’ incontro si è poi concluso con i ringraziamenti finali e la consegna del tipico dolce lodigiano da parte del presidente Emanuele Marchesi e con il dono da parte di Nicola di una sua divisa da arbitro internazionale.

 

Serata inedita che certamente ha dato l’opportunità anche ai più scettici di avvicinarsi ad un mondo che in fondo non è tanto diverso da quello classico del calcio a 11, un contesto fatto di regole diverse ma basato sulle stesse fondamenta: prevenzione, presenza, preparazione mentale e fisica , divertimento e tante soddisfazioni.

 

A.E. Ajelli Giacomo

  

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